{"id":7476,"date":"2012-05-02T12:26:31","date_gmt":"2012-05-02T12:26:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cucciolieallevamenti.com\/new\/?p=7476"},"modified":"2012-05-02T12:26:31","modified_gmt":"2012-05-02T12:26:31","slug":"comportamento-e-eredita-genetiche-tra-le-diverse-razze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/?p=7476","title":{"rendered":"Comportamento dei cani &#8211; Le differenze comportamentali delle razze canine"},"content":{"rendered":"<p><strong>EREDITA\u2019 E COMPORTAMENTO: DIFFERENZIAZIONE COMPORTAMENTALE DELLA SPECIE CANIS FAMILIARIS NEL CORSO DELLA SELEZIONE DEI DIVERSI RAGGRUPPAMENTI RAZZIALI<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo solo un ridotto numero di futuri proprietari sceglie di consultare il Medico Veterinario prima di prendere un cucciolo: se fosse possibile realizzare pi\u00f9 frequentemente una visita preadozione molto probabilmente il livello di reciproca soddisfazione nel rapporto tra proprietario e cane sarebbe pi\u00f9 elevato. Il Medico Veterinario Generalista dovrebbe essere una figura di riferimento per indirizzare verso una scelta consapevole i futuri proprietari, informandoli sulle necessit\u00e0\u0300 etologiche della specie, ridimensionando aspettative che si rifanno a \u201cmiti e credenze popolari\u201d, e cercando di scoprire se nella gestione famigliare esista la possibilit\u00e0 di soddisfare i fabbisogni dell\u2019animale. Un cane non \u00e8 alla portata di tutti!<\/p>\n<p>Le razze di cani ufficialmente riconosciute sono pi\u00f9 di 400 e variano per taglia dal kg scarso del Chihuahua all\u2019oltre un quintale del San Bernardo. Questa enorme variabilit\u00e0 di forma e dimensione, frutto di millenni di selezione da parte dell\u2019uomo, si accompagna ad una pari variabilit\u00e0 nell\u2019espressione dei comportamenti tipici di specie. \u00c8 impensabile che il lungo e articolato processo evolutivo che a partire dal lupo <em>(Canis lupus) <\/em>ha consentito di arrivare al cane <em>(Canis familiaris) <\/em>in tutte le variet\u00e0 che esistono oggi, non abbia modificato in maniera diversa da razza a razza il complesso etogramma di questo predatore.<\/p>\n<p>Sono sorte in ambito scientifico diverse diatribe sull\u2019origine evolutiva del cane. Dal punto di vista genetico si \u00e8 potuto riscontrare una corrispondenza quasi completa tra il DNA di lupo e quelli di cane, sciacallo e coyote (Rispettivamente <em>Canis lupus, C. Familiaris, C. Aureus e C. Latrans). <\/em>Studi che analizzano il DNA mito condriale possono supportare l\u2019ipotesi che tutti questi animali derivino da un antenato comune, molto simile al lupo, di cui si possono praticamente considerare sottospecie. Lupo, cane, sciacallo e coyote infatti sono in grado, se incrociati, di dare prole feconda e sono contraddistinti unicamente da differenze di natura ecologica ed etologica, oltre che morfologica (Clutton-Brock, 1995).<\/p>\n<p>Dal punto di vista sociale questi animali hanno adottato strategie diverse, a seconda del tipo di risorse ambientali disponibili, come anche lo stesso lupo varia la composizione numerica del branco a seconda del tipo di prede che deve cacciare. Lo sciacallo ed il coyote sono monogami, il lupo pu\u00f2 vivere solitario, in gruppi famigliari o in grandi branchi (Abrantes, 1997), il cane a sua volta pu\u00f2 adottare tutte queste strategie sociali. Alcuni cani vivono agevolmente in mute numerose senza conflitti, altri tollerano a malapena un esemplare di sesso opposto per il periodo dell\u2019accoppiamento.<\/p>\n<p>Per meglio comprendere il comportamento del cane \u00e8 bene analizzare le caratteristiche che oltre 12.000 anni fa hanno fatto s\u00ec che l\u2019uomo lo scegliesse come primo animale domestico. I pi\u00f9 antichi reperti archeologici che possono confermare una convivenza di uomini e cani risalgono al periodo Mesolitico, circa 10.000 anni prima di Cristo (Davis e Valla, 1978).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ipotizzare che la prima funzione utile svolta dal cane fosse quella di sentinella avvisatrice: i cani selvatici\/lupi avevano probabilmente cominciato a vivere intorno agli insediamenti umani cibandosi dei residui alimentari che reperivano nelle discariche (altra funzione utile proprio questa di spazzini) e quando qualcuno (uomo o animale) si avvicinava avvisavano che il territorio era stato \u201cinvaso\u201d. Questo servizio era sicuramente molto utile in un mondo ancora frequentato da temibili fiere e trib\u00f9 nemiche.<\/p>\n<p>La convivenza pi\u00f9 stretta con il lupo ha permesso all\u2019uomo di notare la grande efficacia predatoria, spesso frutto del lavoro di gruppo, di questo animale. Il passo successivo della coevoluzione delle due specie \u00e8 stato quello di collaborare nella caccia e successivamente nella sorveglianza degli armenti poich\u00e9 da cacciatore-raccoglitore l\u2019uomo stava diventando coltivatore e allevatore.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ha attuato un processo di selezione artificiale. Il criterio con cui venivano scelti i soggetti che potevano accedere alla riproduzione e acquisire cos\u00ec la possibilit\u00e0 di trasmettere il loro corredo genetico alle generazioni successive era quello di privilegiare i soggetti pi\u00f9 efficaci nel lavoro.<\/p>\n<p>Ciascun comportamento pu\u00f2 essere considerato come una sequenza di schemi motori, che ne sono le componenti elementari. Il modo in cui ogni schema motorio viene eseguito da un individuo \u00e8 condizionato da come lo specifico assetto genetico dello schema stesso \u00e8 stato elaborato in base all\u2019esperienza. Comportamenti geneticamente programmati hanno bisogno comunque di essere attivati, e modulati, spesso in periodi critici o situazioni specifiche.<\/p>\n<p>Per esempio il comportamento materno ha una forte base istintiva, ma viene notevolmente migliorato dall\u2019apprendimento che ha avuto luogo in eventuali parti precedenti o assistendo all\u2019allevamento di cucciolate di altre femmine (spesso la madre stessa della fattrice). Esiste comunque un limite oltre il quale l\u2019ambiente non \u00e8 in grado di influenzare l\u2019intensit\u00e0 con cui si manifesta un comportamento determinato geneticamente: non \u00e8 possibile far comparire repertori assenti o cancellare quelli presenti. Per esempio un cane da seguita \u00e8 selezionato per abbaiare durante l\u2019inseguimento e pu\u00f2 tendere a farlo anche in altre circostanze&nbsp;in cui \u00e8 eccitato. Nel caso in cui uno di questi cani durante la caccia non abbaiasse, sarebbe piuttosto improbabile riuscire ad insegnarglielo in quanto la base del comportamento \u00e8 genetica.<\/p>\n<p>Molti dei comportamenti del cane sono riconoscibili nel comportamento predatorio ancestrale in cui viene eseguita una sequenza di atti contraddistinta dalla successione di fasi consecutive concatenate: localizzazione &#8211; sguardo &#8211; avvicinamento &#8211; inseguimento &#8211; morso per immobilizzare &#8211; morso per uccidere &#8211; consumo (Coppinger e Coppinger, 2001).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 osservare come nei comportamenti tipici delle varie razze l\u2019uomo abbia abilmente modulato questa sequenza interrompendola prima del completamento, ipertrofizzandone alcune fasi e\/o sopprimendone altre. Nelle differenti razze gli schemi motori cambiano quindi sia per l\u2019effettiva presenza, che per intensit\u00e0 e frequenza di apparizione (o facilit\u00e0 ad essere evocati).<\/p>\n<p>Si possono cos\u00ec vedere cani che mettono in atto tutta la sequenza, come per esempio i segugi che trovano, scovano, inseguono e uccidono la volpe, o cani che arrivano all\u2019immobilizzazione della preda ma non la uccidono, come i levrieri arabi poich\u00e9 il musulmano non pu\u00f2 consumare carne di animali non uccisi da uomini, quindi il cane deve solo immobilizzare la preda, ma non la pu\u00f2 finire. Alcuni cani invece si limitano a localizzare e avvistare, poi interrompono la sequenza predatoria esasperando la fase di avvistamento con un\u2019immobilit\u00e0 molto spettacolare come la ferma.<\/p>\n<p>Gli stessi schemi motori della sequenza predatoria sono riconoscibili anche al di fuori di un contesto di caccia in molti comportamenti del cane, come per esempio la conduzione delle greggi.<\/p>\n<p>Attraverso la selezione \u00e8 stato possibile modulare anche l\u2019espressione di schemi motori legati alla socializzazione ed alla capacit\u00e0 di comunicare, in particolare nelle diverse razze \u00e8 stato notevolmente influenzato il comportamento agonistico. Sostanzialmente non vi sono grosse differenze nelle modalit\u00e0 con cui i cani competono, ma la variazione \u00e8 nella facilit\u00e0 con cui i suddetti comportamenti possono essere evocati: alcuni cani hanno per esempio eliminato o sensibilmente ridotto la capacit\u00e0 di recepire segnali di sottomissione o di interrompere un\u2019aggressione per preservare la propria integrit\u00e0 come i cani da combattimento o quelli da caccia in tana (Scott e Fuller, 1965). Attraverso la selezione possono comunque anche comparire repertori comportamentali agonistici nuovi, e per esempio \u00e8 stato ottenuto un ceppo di cani da combattimento che prima dell\u2019attacco colpisce con il petto l\u2019avversario per sbilanciarlo incrociando i soggetti che casualmente presentavano questo comportamento (Coppinger, 2001).<\/p>\n<p>Si potrebbe andare avanti all\u2019infinito a fare esempi di come l\u2019uomo ha pescato a suo piacimento nel \u201ccalderone\u201d dei repertori comportamentali del cane isolando quei comportamenti o quelle sequenze di schemi motori che pi\u00f9 gli facevano comodo.<\/p>\n<p>Fino alla seconda met\u00e0 dell\u2019800 le razze che noi oggi conosciamo praticamente non esistevano. Solo allora l\u2019uomo ha cominciato a mettere in atto programmi di allevamento zootecnicamente evoluti, in cui gli individui erano isolati sessualmente e veniva effettuata una vera e propria selezione artificiale, registrando poi gli accoppiamenti nei libri genealogici ed impedendo la riproduzione dei soggetti non iscritti ai suddetti libri.<\/p>\n<p>Il criterio prevalentemente utilizzato sino a quel momento per identificare gli elementi degni di trasmettere le loro caratteristiche alle generazioni successive era quello di scegliere gli individui che meglio sapevano svolgere un lavoro specifico. I caratteri morfologici il cui valore \u00e8 prevalentemente \u201ccosmetico\u201d come colore o lunghezza del mantello, portamento delle orecchie o della coda e cos\u00ec via, sono stati presi in seria considerazione per la prima volta in quel periodo. Purtroppo oggi le differenze morfologiche vengono spesso superficialmente considerate essere le uniche tra le varie razze e la selezione si basa esageratamente su di esse a discapito della conformazione caratteriale. Il profilo comportamentale di un individuo di una data razza \u00e8 l\u2019espressione di un assetto genetico esattamente come lo possono essere caratteri morfologici: il modo di reagire agli stimoli ambientali \u00e8 in funzione anche di una differente distribuzione e quantit\u00e0 dei neurotrasmettitori nelle diverse sezioni del cervello. \u00c8 stato rilevato che razze canine con tendenze reattive diverse hanno un diverso assetto di neurotrasmettitori come la dopamina e altre monoamine, direttamente coinvolte nell\u2019attivazione delle vie neuronali alla base di comportamenti come la predazione o l\u2019aggressione (Arons e Shoemaker, 1992).<\/p>\n<p>Un cane da lavoro porta in s\u00e9 dei repertori comportamentali notevolmente specializzati, e solidamente radicati nel suo patrimonio genetico attraverso generazioni di incroci. La presenza di quelle caratteristiche, apparentemente innate \u00e8 spesso definita \u201cistinto\u201d.<\/p>\n<p>A differenza dei lupi, anche addomesticati, i cani sono addestrabili a compiere lavori in collaborazione con l\u2019uomo. La possibilit\u00e0 di essere addestrati non \u00e8 uguale in tutti i cani. Il cane \u00e8 come l\u2019uomo una specie neotecnica, cio\u00e8 che conserva anche da adulto modalit\u00e0 infantili di apprendere o relazionarsi con l\u2019ambiente e con gli altri individui (per esempio \u00e8 pi\u00f9 facilmente portato a socializzare con specie diverse dalla sua). La compresenza di schemi motori adulti con quelli giovanili durante la lunga fase evolutiva offre alle specie neotecniche una maggiore plasticit\u00e0 comportamentale: l\u2019adolescente pu\u00f2 organizzare gli schemi motori in sequenze nuove mescolando quelli dell\u2019adulto (in genere strutturati in sequenze funzionali fisse) con quelli infantili. Si vengono ad ottenere successioni che non erano disponibili negli schemi originari. Di solito il processo di apprendimento in cui comportamenti adulti vengono messi in atto \u201cfuori contesto\u201d in sequenze non funzionali al conseguimento di obiettivi apparenti&nbsp;viene definito gioco. Sfruttando la sua propensione a giocare l\u2019uomo pu\u00f2 far eseguire al cane gli schemi motori della specie organizzati in nuove sequenze, ottenendo cos\u00ec comportamenti per lui utili. Questo \u00e8 quello che avviene nell\u2019addestramento. Le razze pi\u00f9 facilmente addestrabili sono quelle pi\u00f9 neoteniche, quindi pi\u00f9 plastiche nelle modalit\u00e0 di apprendimento (Coppinger e Shneider, 1995).<\/p>\n<p>L\u2019addestramento pu\u00f2 rendere massimamente produttive le tendenze intrinseche dell\u2019animale, \u201ctirandole fuori\u201d al meglio e modulandone le modalit\u00e0 espressive, ma non pu\u00f2 in nessun modo determinare la presenza di schemi motori che hanno una base genetica. Per esempio si pu\u00f2 insegnare al cane a mantenere la posizione di ferma per un tempo pi\u00f9 lungo, dando modo al cacciatore di organizzarsi al meglio per sparare al selvatico, ma non si riuscir\u00e0 mai a far mettere in ferma un cane che non ha questa tendenza.<\/p>\n<p>Il cane deve spesso eseguire compiti complessi in cui la sua libert\u00e0 di esprimere i comportamenti di specie \u00e8 imbrigliata in una sequenza artificialmente controllata dall\u2019uomo e priva di un significato etologico. Camminare, per esempio, \u00e8 un comportamento normale per il cane, farlo a dieci centimetri dal ginocchio sinistro del conduttore che ha appena pronunciato le parole \u201cAl <em>Piede\u201d <\/em>\u00e8 il frutto di un addestramento specifico. In questi casi la valenza della selezione artificiale \u00e8 quella di privilegiare i soggetti fisicamente meglio conformati per il compito da svolgere, e con tendenze reattive ed emozionali le pi\u00f9 adeguate possibile al lavoro, che dovr\u00e0 comunque essere insegnato con l\u2019addestramento.<\/p>\n<p>\u00c8 stata comunque documentata l\u2019ereditabilit\u00e0 di particolari conformazioni comportamentali, anche molto specifiche come per esempio la posizione in cui i cani Dalmata si mettono mentre seguono la carrozza (Coren, 1996) o l\u2019ampiezza della curva di avvicinamento al gregge dei Border Collies (Coppinger, 2001). \u00c8 risultato invece pi\u00f9 difficoltoso identificare le modalit\u00e0 in cui si trasmettono caratteristiche comportamentali pi\u00f9 complesse come quelle che consentono di riuscire nel lavoro ai cani da caccia, guida per ciechi, e altro: nei diversi lavori sono state trovate effettivamente relazioni tra le capacit\u00e0 performative dei genitori e quelle dei figli, ma non sempre fisse. Probabilmente questa relazione incostante si pu\u00f2 spiegare considerando il fatto che comportamenti complessi come quelli che consentono di lavorare ai cani da cieco, o da caccia sono il risultato dell\u2019espressione di un grande numero di geni che si pu\u00f2 organizzare in infinite maniere diverse, inoltre risulta pi\u00f9 difficile misurare e confrontare i risultati di queste attivit\u00e0 (Willis, 1995).<\/p>\n<p>Prima di passare ad una descrizione dei comportamenti dei vari gruppi di razze \u00e8 bene mettere in chiaro il fatto che una classificazione di questo tipo consente di effettuare previsioni di tipo approssimativo sull\u2019effettivo carattere di un individuo: il comportamento \u00e8 condizionato da una molteplicit\u00e0 di fattori tra cui la componente puramente ereditaria \u00e8 rilevante, ma non certo preponderante. L\u2019ambiente di sviluppo e gli apprendimenti, con particolare influenza di quelli avvenuti nei periodi di sensibilit\u00e0, condizionano sicuramente l\u2019indole e la reattivit\u00e0 del singolo.<\/p>\n<p>Il tipo di previsione che si pu\u00f2 fare sulla base della razza \u00e8 tendenzialmente di tipo probabilistico: se noi prendiamo per esempio 30 cuccioli di setter di tre mesi e li mettiamo di fronte ad una quaglia noteremo che la maggior parte tender\u00e0 a mettersi in ferma, ma \u00e8 improbabile che lo facciano tutti, e quelli che non fermano rimangono comunque dei setter.<\/p>\n<p>Nel momento in cui si decide di adottare un cane di razza bisogna prendere in considerazione anche diversi altri fattori come sesso, taglia, e similitudine tra la vocazione originaria ed il reale utilizzo che se ne far\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sesso<\/strong><\/p>\n<p>Quasi tutti coloro che decidono di prendere un cane per la prima volta vogliono un maschio. Non sempre \u00e8 la scelta migliore.<\/p>\n<p>Tra i vantaggi si pu\u00f2\u0300 considerare il fatto che non va in calore e sicuramente non si rischia di avere cucciolate indesiderate. Spesso \u00e8\u0300 pi\u00f9 appariscente, con pi\u00f9 pelo, una testa pi\u00f9 grande, insomma a prima vista pi\u00f9 \u201cbello\u201d. Almeno in teoria \u00e8 possibile poter usare il maschio come riproduttore guadagnando con i diritti di monta.<\/p>\n<p>Gli svantaggi invece comprendono il fatto che molto pi\u00f9 spesso delle femmine non va d\u2019accordo con i conspecifici dello stesso sesso, inoltre \u00e8 pi\u00f9 frequente che marchi in casa, scappi e vagabondi. Quando deve sporcare emette piccoli quantitativi di urina ripetutamente per marcare il territorio, e le uscite igieniche (non le passeggiate che sono necessarie in egual misura per entrambi i sessi) devono essere piu lunghe. Piu frequentemente delle femmine ha problemi di tipo gerarchico nei confronti dei proprietari. Un maschio non di qualit\u00e0 eccelsa, non provvisto di titoli espositivi o agonistici, difficilmente viene scelto come riproduttore.<\/p>\n<p>La femmina rispetto al maschio \u00e8 pi\u00f9 piccola e sicuramente meno appariscente. Se non si procede con la sterilizzazione richiede attenzioni nei periodi di calore. Anche se non morfologicamente perfetta si pu\u00f2 far riprodurre godendo dell\u2019esperienza del veder crescere una cucciolata e ottenendo un certo guadagno con l\u2019eventuale vendita dei cuccioli (che comunque comporta anche numerose spese extra). Quando si libera la femmina emette tutta l\u2019urina in una volta e le uscite igieniche sono pi\u00f9 brevi. Spesso la femmina \u00e8 di indole pi\u00f9 dolce e affettuosa.<\/p>\n<p>Non vi sono differenze provate nella capacit\u00e0 performativa in compiti specifici addestrativi tra maschi e femmine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Taglia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un luogo comune piuttosto diffuso \u00e8 quello che considera un cane piccolo meno bisognoso di spazio ed attivit\u00e0 rispetto ad uno grande. Non sempre \u00e8 vero, anzi spesso \u00e8 il contrario.<\/p>\n<p>Numerosi piccoli cani diffusi oggi come soggetti da compagnia hanno alle spalle generazioni di soggetti utilizzati nel lavoro come cani da caccia, come derattizzatori di stalle e case, come sentinelle avvisatrici e sempre vigili o addirittura come pastori. Tutte queste vocazioni non sempre costituiscono la migliore premessa per una convivenza serena in un ambito urbano strettamente promiscuo come quello in cui vive la maggior parte della popolazione.<\/p>\n<p>Un altro preconcetto molto diffuso, specialmente tra gli uomini, ma non solo, \u00e8 quello che i cani di taglia piccola non si possano considerare cani a tutti gli effetti, ma una sorta di giocattoli da signora, dotati di una dignit\u00e0 inferiore rispetto ad individui di taglia pi\u00f9 cospicua. Ovviamente questo non \u00e8 vero. \u00c8 possibile che molti cani di piccola taglia non siano correttamente socializzati con i conspecifici in quanto i proprietari li hanno sistematicamente sottratti alle interazioni (per esempio prendendoli in braccio o portandoli via) per paura che venissero feriti dai cani pi\u00f9 grandi. Questi individui rischiano effettivamente incidenti gravi perch\u00e9 non avendo la possibilit\u00e0 di relazionarsi con gli altri durante lo sviluppo non acquisiscono i repertori di comunicazione che avrebbero consentito loro di gestire le interazioni in maniera non cruenta. Qualunque cane, di qualsiasi taglia, in realt\u00e0, se lasciato socializzare correttamente nel periodo giovanile, \u00e8 in grado di imparare a gestire le interazioni con i conspecifici. La tendenza a relazionarsi in maniera competitiva con gli altri cani \u00e8 sicuramente diversa nelle varie razze, ma non in correlazione con la dimensione.<\/p>\n<p>I cani di taglia grande, al di l\u00e0 dell\u2019effettivo maggiore ingombro, spesso sono poco attivi, meno reattivi e si muovono meno di soggetti pi\u00f9 piccoli. Bisogna comunque tener conto del fatto che un cane pi\u00f9 grande ha dei costi di gestione pi\u00f9 alti di uno piccolo oltre ad avere un ingombro effettivo maggiore. Va inoltre previsto che un soggetto di taglia cospicua richieder\u00e0 un proprietario in grado di controllare fisicamente la sua notevole forza in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vocazione e utilizzo finale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il criterio con cui inizialmente sono state differenziate le razze \u00e8 stato quello di ottenere soggetti specializzati per determinati lavori, in cui fosse meno impegnativo nel passaggio da una generazione all\u2019altra il lavoro necessario per ottenere un ausiliario operativo ed efficace.<\/p>\n<p>Parallelamente si \u00e8 messa in atto una evoluzione dell\u2019aspetto esteriore perfezionata enormemente nell\u2019ultimo secolo sia per le sue valenze funzionali che per le estetiche.<\/p>\n<p>Mano a mano che il cane si \u00e8 staccato dalla sua funzione utilitaristica strettamente lavorativa le sue capacit\u00e0 performative sono diventate a volte inopportune perch\u00e9 prive di un contesto in cui esprimersi.<\/p>\n<p>Se si sceglie un cane da lavoro (di qualunque tipo di lavoro si tratti), dobbiamo tenere conto delle esigenze dell\u2019animale che abbiamo preso: se non sono compatibili con le nostre faremmo meglio a pensare a quale \u00e8 il costo di sopprimere completamente impulsi per lui spontanei (ammesso che siamo cos\u00ec capaci da riuscire nell\u2019impresa), in termini di impegno per noi e di sofferenza per l\u2019animale.<\/p>\n<p>Per un cane il poter esprimere i comportamenti intrinseci del suo patrimonio genetico fa parte del soddisfacimento dei bisogni vitali, come il mangiare: gli schemi motori, specialmente quando ipertrofizzati hanno forti motivazioni interne ed \u00e8 la loro stessa esecuzione che fornisce appagamento. Quando adottiamo un cane da lavoro se abbiamo a cuore il suo benessere oltre che il nostro dobbiamo tenere conto anche di questo, analizzando le effettive possibilit\u00e0 di soddisfare le esigenze etologiche del nostro compagno.<\/p>\n<p>Andando a verificare per che utilizzo si sono selezionate le razze si pu\u00f2 avere un\u2019idea delle eventuali difficolt\u00e0 di adattamento che potrebbero incontrare in un contesto molto diverso.<\/p>\n<p>La classificazione delle razze scelta dalla Federazione Cinologica Internazionale le ha divise in dieci raggruppamenti seguendo un criterio morfologico filogenetico che non sempre unisce razze con attitudini simili. Analizzeremo i gruppi uno ad uno.<\/p>\n<p>I &#8211; Cani da pastore e bovari, esclusi bovari svizzeri.<\/p>\n<p>II &#8211; Cani di tipo Pinscher, Shnauzer e Molossoidi, Bovari svizzeri.<\/p>\n<p>III &#8211; Terrier<\/p>\n<p>IV &#8211; Bassotti<\/p>\n<p>V &#8211; Cani di tipo Spitz e primitivi.<\/p>\n<p>VI &#8211; Segugi e cani per pista di sangue.<\/p>\n<p>VII &#8211; Cani da ferma.<\/p>\n<p>VIII &#8211; Cani da riporto, da cerca e da acqua. IX &#8211; Cani da compagnia.<\/p>\n<p>X &#8211; Levrieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte bibliografica: ANTONIO ANDINA <\/strong><em>Medico Veterinario Bologna<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EREDITA\u2019 E COMPORTAMENTO: DIFFERENZIAZIONE COMPORTAMENTALE DELLA SPECIE CANIS FAMILIARIS NEL CORSO DELLA SELEZIONE DEI DIVERSI RAGGRUPPAMENTI RAZZIALI Purtroppo solo un ridotto numero di futuri proprietari sceglie di consultare il Medico Veterinario prima di prendere un cucciolo: se fosse possibile realizzare pi\u00f9 frequentemente una visita preadozione molto probabilmente il livello di reciproca soddisfazione nel rapporto tra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12030,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-7476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7476"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7476\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cucciolieallevamenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}